Lo zio Franco [ ultima parte ]

By | 13/06/2017

Partiamo, e arrivati al molo li vediamo sbarca fra gli applausi di tutti i marinai del traghetto, lo zio mi spiega che Fabio lavora su quelle navi. Fatte le presentazioni andiamo a casa di Lisa, Pamela mi prende un momento in disparte,
“dunque sei tu la nipotina di Franco, o dovrei dire la figlia, mi hanno raccontato che sei una vera furia a letto, non vedo l’ora di assaggiare le tue carezze e baci.”
La guardo, non c’è cattiveria nelle sue parole, lei mi fa l’occhietto d’intesa, e ridiamo di gusto, mentre Lisa ci osserva divertita anche lei. Nei due giorni successivi lei è molto impegnata con i parenti, poi una sera siamo tutti e due invitati a una grigliata casa degli sposi, vogliono festeggiare il ritorno con gli amici. La festa è molto divertente, rido e mi sento al centro dell’attenzione di molti ragazzi, per me è una vera novità, sono a una festa e nessuno mi prende per mano, mi porta dentro una stanza e non mi scopa. A un certo punto della serata vedo i ragazzi tutti intorno allo sposo, mi avvicino per capire, li sento discutere animatamente,
“non sento ragioni,” dice Fabio, “oggi è la mia festa e ci deve essere anche lui, andiamo a prenderlo.”
Escono tutti, io guardo Lisa, lei si avvicina, e mi spiega che Simone, la persona assente, oltre a essere il cugino di Pamela è anche il miglior amico di Fabio. Un giorno stava per sposarsi con una bellissima ragazza tedesca, ma lei l’ha mollato davanti all’altare, lui la presa malissimo, e ha cominciato a bere.

Ora sparisce per giorni per ubriacarsi per lei, un vero peccato, è un ragazzo meraviglioso e si stà rovinando per una stronza. Poco dopo li vediamo tornare facendo un casino enorme, insieme a loro c’è Simone, resto basita, è il ragazzo dell’altra coppia che scopava con loro, quindi Lisa si era fatta sbattere dal marito, figlio, amico, e nipote della nuora e dalla nuora si faceva leccare, hai capito che tranquilla quest’isola!

Mi colpisce la bellezza del giovane, nonostante sia trasandato ha un suo fascino, ma tutti trattano come un povero diavolo, io sento che devo fare qualche cosa per scuoterlo, in fondo qui mi hanno aiutato a trovare me stessa, lo avvicino, Pamela ci presenta, lui mi tratta subito come una che viene da fuori, quindi non capisce nulla, anzi quasi mi offende, allora passo all’attacco:
“mi hanno detto che ti piace bere,”
Lo provoco, mentre nel salone scende un silenzio irreale, tutti hanno sentito le mie parole, Lisa e Franco mi guardano con aria di rimprovero, gli altri stanno con gli occhi bassi,
“anche a me piace farmi un bicchierino, che ne dici di una scommessa, chi perde dovrà esaudire un desiderio del vincitore, qualunque esso sia.”
“sei sicura?, qualunque cosa? Mi sembra troppo facile, naturalmente la scommessa si paga dopo la sbronza.”
Annuisco e confermo, mi guarda divertito, tutti sono sbigottiti, lui ci pensa un momento e accetta. Stabiliamo la misura dei bicchieri, media grandezza, poi si comincia, uno io, uno lui, Pamela è incaricata di tenere il conto.

Non è, purtroppo la prima volta che faccio questo gioco, anzi mi considero una veterana, loro non lo sanno e nemmeno lui, quindi spero di vincere, ho una certa idea per la testa. Al quindicesimo bicchiere noto una certa difficoltà in lui, e dopo altri tre crolla, io pure non stò meglio, mi alzo malferma in piedi e sentenzio la richiesta della mia vincita,
“Accertato che ho vinto io, tu da questo momento per la durata di un anno non dovrai più bere nemmeno una goccia d’alcool, solo una birra al giorno niente altro.”
Lui si scuote, mi guarda, cerca di obbiettare, ma a questo punto tutti hanno capito e approvato il mio scopo, poi lo invitano a rispettare il patto, se ne va furioso. L’indomani mattina lo vedo comparire a casa, mi porta un cesto di pesci che ha ordinato lo zio, mi guarda, sono in costume.
“ non so come ma credo che tu abbia barato.” Mi dice sostenendo il mio sguardo.
“ andiamo a fare un bagno.” Gli dico e senza aspettare la sua risposta lo prendo per mano e scendiamo al mare. Mi tuffo e nuoto, lui mi segue. Poco dopo lo ritrovo di lato.
“dove hai imparato a nuotare?, fai un casino e sprechi energie.” Mi dice facendomi fermare.
Mi spiega come fare, io facevo un gran casino mentre lui appena increspava l’acqua. Bastano pochi consigli e gia mi rendo conto di essere migliorata, torniamo verso lo scoglio e usciamo dall’acqua. Mi distendo al sole, lui è vicino a me.
“dove hai imparato a bere in quel modo?, ne ho viste poche capaci di reggere tanto.” Mi dice con voce calma.
“credo che sia come il nuoto, tu sei un pesce io un casino, nel bere basta sapere quando fermarsi, purtroppo io il mio limite l’ho cercato tanto e mai trovato.” Gli rispondo fissandolo negli occhi.
“ Franco mi ha raccontato che ti sei messa nei casini, e che sei venuta qui per ritrovare la tua serenità, era logico che facessi questo, sei anche tu figlia dell’isola: che viene concepito o nasce qui ne sente l’appartenenza per tutta la vita. Io non potrei vivere in nessun altro posto al mondo.”
“per questo che la tedesca ti ha mollato?” gli chiedo con un tono calmo.
Lui incassa il colpo, mi guarda e si avvia verso la scala. Capisco di aver calcato troppo la mano, lo afferro e lo bacio di colpo. Per un momento resta immobile, stupito dal mio gesto, poi risponde con furore e mi stringe a se, mi abbraccia forte, sento il suo sesso cresce e premere contro la mia pancia. Restiamo un momento incollati, immobili.
“non cercare di barare anche questa volta, se vuoi che io rispetti quanto ti ho promesso ieri sera dovrai controllarmi tu da vicino, se invece vuoi scopare hai sbagliato persona.” Mi dice con tono duro fissando il mio volto.
“avevo solo il desiderio di baciarti, se voglio chi mi scopa lo trovo quando ne ho bisogno senza problemi, ma tu sei sicuro che non toccherai più dell’alcool? E poi chi ti dice che voglia scopare con te? ” gli rispondo ancora più dura. Abbassa il capo e sale le scale, io lo rincorro e lo attacco,
“ allora è vero quello che dicono di te, che sai solo fuggire, ma che razza di uomo sei?, reagisci, sei un bel ragazzo, e ti butti via per una puttana di tedesca che ti ha solo scopato?, non è stata capace di capire che tu da qui non te ne saresti mai andato, è tu ci muori ancora per lei?, cazzo!! Ma tutte le altre trovano dei maschi cosi devoti!” gli urlo e scoppio a piangere come una scema.
Si ferma, si avvicina e mi prende per mano saliamo,
“ti va di restare a pranzo?, potresti insegnarmi a cucinare il pesce, tanto ho deciso che da qui non me ne vado più , quindi tanto vale che impari a cucinarlo bene se voglio trovarmi un compagno.”
Mi guarda, cerca di capire cosa voglio veramente.
“ dite tutte così, poi un giorno l’isola vi va stretta e via, incuranti di chi resta con il cuore spezzato.” Mi dice con estrema malinconia.
Torniamo in casa, lui mi spiega come si pulisce il pesce, è bravissimo, non ci punzecchiamo più, sembra scesa una tregua fra noi. Cuciniamo e lui mi spiega tante cose, mi rendo conto che ho davanti a me un ragazzo meraviglioso, dolce simpatico e ironico, lo scoperei volentieri, ma ora mi accontento di averlo provocato.
“ questa notte ci sarà luna piena ti va di venire con me a pescare con il palamito?” mi chiede con dolcezza. Accetto. La sera dopo aver rivisto lo zio ce ne andiamo via io e lui, soli. Prende una piccola braca e ci addentriamo nel buio della notte. Girata la punta di colpo siamo immersi nel buio più nero, quando da dietro il monte dell’isola sale una luna piena enorme, bellissima. Ho un brivido quasi di freddo, mi avvicino a lui, mi appoggio al suo petto e osservo lo spettacolo della natura in silenzio, rotto solo dal rumore del motore della barca che improvvisamente lui spegne. Scivoliamo sul mare, lui distende un lungo filo pieno di ami con esca, io lo osservo, è perfetto sia nei gesti che nel muoversi, sembra una sola cosa con la barca, il mare e il silenzio. Finito si avvicina a me, mi stringe, mi bacia, lo desidero, lo voglio.
“ ti avverto che potrei innamorarmi di te, dimmi che non fai questo per vendicarti dell’altra.” Gli chiedo con un filo di voce. Mi bacia ancora, sento la sua bocca scendere sul mio collo,
“ieri sera ero furioso con te, ti credevo una della terra ferma venuta qui a fare la solita annoiata che vuole divertirsi con noi, poi questa mattina ho costretto Franco a raccontarmi tutta la tua storia, o quasi, e ho capito che anche tu come me sei un naufrago alla deriva della vita. Ho ripensato a ieri e ho sentito il desiderio di rivederti. Quando mi hai baciato per un momento ero convinto di essere ancora sbronzo, poi ho capito. Non ti sarà facile con me, ho fatto un bel po di casini, ma ci vorrei provare, solo non mi piantare in asso, quando vedi che non va dimmelo.” Mi dice con un tono di voce quasi a supplicarmi.
Lo bacio, lo stringo,
“ho paura, ho tantissima paura di non essere all’altezza di tutto questo. Ho fatto tantissimi casini e non ne sono ancora fuori, mi sono ridotta uno straccio fra alcool e sesso, quindi pensaci potresti non fare un buon affare, ma se ci stai io ci voglio provare.”
Mi bacia, sento forte il desiderio di lui, lo spoglio rapidamente e lui fa la stessa cosa con me, mi succhia i seni, mi morde impazzisco, lo cerco, lo tocco, accarezzo ogni millimetro del suo corpo, la luna immensa illumina il nostro selvaggio amplesso, sento il suo durissimo randello farsi strada dentro di me, godo e urlo come una lupa alla luna,
… ooooooohhhhhooo….sssssssssiiiiiiiii…….daaiiii….spingilooooo dentrooooo…..siiiiiii…….
Mi penetra con incredibile lentezza, quasi a voler fare in modo di farmi assaporare ogni centimetro del suo meraviglioso palo, urlo e vengo quando batte in fondo all’utero,
….aaaaaahhhhh….sssiii vennGGGGOOOoooooo……siiiiii…mi uccidi!!!!!!……siiiiiiiiiiiii……..
mi pompa con maestria, mi lima mi porta verso il piacere che scuote il mio corpo fin dentro ogni singola cellula, poi esplode in me con un orgasmo e un urlo che sembra un leone che ribadisce alla savana che sta godendo con la sua femmina. Sfiniti scivoliamo in mare. Il fresco del mare rivitalizza i nostri sensi, risaliamo in barca e io lo prendo in bocca, lo voglio, desidero farlo urlare di nuovo.

Lui mi asseconda, gode del piacere delle mie labbra, io mi giro e lo invito a prendermi da dietro, lui mi osserva per un attimo poi entra deciso dentro di me fino in fondo.
.aaaaaahhhhh……ssssssssssssiiii……daaaiiiiii……..sfondamiiiiii……
urlo, godo e lo incito. Mi pompa con furore, godo e godo senza tregua, poi anche lui sta per venire, lo sento che si gonfia dentro di me. Lo fermo, lo sfilo e lo punto direttamente al mio fiore anale gia rilassato e pronto.
..inculami!!!…daiii..spaccami anche questo buco!!… sono la tua cagna, vacca ..femmina da monta, daii meraviglioso toro sfondami tutta!!!!!!!!!!!……..
non esita. Mi spinge il suo durissimo palo direttamente tutto dentro. Mi serra la mani ai fianchi e mi pompa con dei colpi devastanti che mi fanno impazzire di piacere. Godo, urlo e lo incito a venire anche lui. Mi sfonda con altri colpi furiosi poi esplode dentro di me.
..ORRRRAAAAAAA!!!!!!!!…sssiiiii….sborroooooo!!!!!!…sssiiiiii…….
mi sento inondare l’intestino dal suo caldo liquido che sembra sgorgare senza fine, poi sfiniti ci distendiamo abbracciati.
“ accidenti!!, ma da quanto non godevi?, mi hai semplicemente inondato tutto il corpo di meravigliosa sborra!!.” – gli dico con un filo di voce.
Mi sorride, mi stringe a se, poi mi guarda dritto negli occhi.
“ Ti prego, non barare con me. Se ti volevi fare una scopata allora dimmelo, non lo sopporterei un altro fallimento. Credo di innamorarmi di te e ho una maledetta paura.”
Ci stingiamo, sentendo dentro di noi la necessità di dare fiducia all’altro. Parliamo molto e anche questa per me è una grande novità, poi all’alba tirata su la lenza torniamo con un ricco bottino, ma la cosa che appare subito a tutti è che noi due stiamo diventando inseparabili. Al sabato, nel pomeriggio vedo arrivare in casa dello zio, Mario, con mamma. Hanno entrambi l’aria da cani bastonati, non mi spiego il motivo,. Ma poi e lo stesso zio che a cena alza un calice di vino e propone un brindisi rivolgendo lo sguardo a me e Simone immancabilmente seduto la mio fianco :
“ Brindo a lei che finalmente posso chiamare figlia senza doverlo più nascondere, e vorrei che voi vi chiariste, tanto da quello che ho capito lei dall’isola dubito che se ne andrà.”
Tutti mi guardano e alzano il calice, poi mamma si avvicina e mi abbraccia chiedendomi scusa per tutto quello che non mi ha dato. Lisa mette della musica, invita mamma a ballare e noi le osserviamo, mentre lentamente mamma sui lascia andare e si baciano. Un lungo applauso fa da stimolo a tutti, in breve ci abbracciamo e balliamo insieme. Mario mi stringe a se e mi sussurra:
“ Piccola mia mi dispiace di averti rifiutato quel giorno. Sapessi quante notti ci ho pianto e desiderato il tuo corpo, ma mi sentivo in colpa e non potevo farlo.”
lo guardo, mi giro verso Simone che mi osserva, lo vedo sorridere farmi un gesto d’assenso con il capo, mi abbasso e apro i pantaloni a Mario, gli tiro fuori il cazzo e lo prendo in bocca. Si scatena una vera orgia. Dopo aver succhiato il suo cazzo e averlo fatto subito godere mi tengo un poco in disparte, abbracciata a Simone osservo mamma e Lisa che si danno reciproco piacere mentre glia altri maschi sia alternano dentro i loro buchi inondandoli di piacere.

Da quella sera son passati degli anni, mi sono sposata con Simone e abbiamo tre figli, due maschie una femmina che oggi ha diciotto anni. La guardo mentre seduta sul cazzo del padre si succhia il cazzo del fratello maggiore, che dire buon sangue non mente, ma questa è una altra storia.

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