Weekend con mio cognato

By | 04/12/2015

Erano le 4 del pomeriggio di un venerdi ,quando arrivò una telefonata di mio cognato dove mi chiedeva aiuto per quel fine settimana pechè doveva risolvere un problema alla sua casa in montagna.Mi presento,sono Lamberto, 55anni sposato da 25,il cognato di cui sopra si chiama Pasquale 58 anni sposato da 27 anni con Michela, sorella di mia moglie Angela.

Tornando alla telefonata,quando risposi lui mi chiese se il giorno dopo sarei andato con lui ,perché la sua casa in montagna,che con comodo stava restaurando,aveva bisogno di un intervento all’impianto elettrico e che solo io avrei potuto risolvere.Gli risposi che non avevo nessun impegno e se per Angela non era un problema ,sarei andato con lui.Così una volta interpellata mia moglie e avendo avuto il benestare,richiamai Pasquale confermandogli la mia disponibilità.Così ci mettemmo d’accordo e il mattino successivo alle 7 mi venne a prendere e ci avviammo per raggiungere il paese.Dopo un paio d’ore arrivammo,era una giornata primaverile con un cielo limpidissimo,ma purtroppo il problema era all’interno e ci dovemmo chiudere in casa.Il problema era più grande del previsto e anche se Pasquale mi dava una bella mano riuscimmo a risolverlo solo i tarda serata.

Era tardi,non ce la sentivamo di rimetterci in viaggio per il ritorno,così dopo avvisato le nostre mogli che saremmo tornati il giorno dopo,decidemmo di andare a mangiare qualcosa in un trattoria li vicino epoi tornammoa a casa.Nella casa per dormire c’era solo un letto a una piazza e mezza e anche se saremmo stati un po’ stretti, ci adattammo.A cena probabilmente avevamo esagerato un po’ con il vino poi con i doppi grappini e così prima di andare a letto,continuammo a cazzeggiare un po’.

Dato che il pernottamento non era previsto,non ci eravamo portati i pigiami,così ci limitammo a toglierci i vestii,rimanendo in slip e canottiera,coprendoci con lenzuolo e copriletto.Ero girato in un fianco mentre tentavo di prender sonno,quando Pasquale ad un certo punto si accostò,sentii il suo corpo appiccicarsi al mio,poi mi a bassa voce mi chiese se avevo mai fatto qualcosa con un uomo.

A quella domanda io mi sentii avvampare,ero a disagio,stetti per un attimo senza parole e non capivo dove volesse arrivare.Subito dopo gli chiesì : -cosa intendi,se ci ho fatto sesso? Mi rispose :- già,hai mai provato il sesso con un altro uomo? Io che comunque lo conoscevo oramai da più di 25 anni e sapevo che tipo era,gli confidai che una volta prima di conoscere la cognata (mia moglie),con un mio amico ci eravamo segati a vicenda,ma fu la prima e l’ultima volta.

Lui ,stando ancora dietro di me,mentre appoggiavacon più forza la sua parte bassa contro il mio culo,mi disse che a lui era capitato più volte con un collega di lavoro e che non si erano limitati alle seghe,mad ato che al suo amico piaceva essere inculato,lui lo faceva volentieri. Poi mi disse : – che ne dici se facciamo qualcosa io e te,siamo parenti e poi senti come sono eccitato?

Effettivamente cominciavo a sentire qualcosa di duro che spingeva tra le mie natiche e gli dissi : – ma stai scherzando spero,è vero che siamo parenti,ma questa cosa che centra?Te l’ho detto al massimo ho fatto una sega al mio amico,ma sembra che tu voglia fare un’altra cosa e non mi sembra il caso.Pasquale allora non soddisfatto della mia risposta,aggirò l’ostacolo dicendomi : -dai ,ormai sono eccitato,almeno fammi una sega e se vuoi poi te la faccio io!

Io,che comunque fino a quel momento non avevo fatto capire a lui,che la cosa mi stava stuzzicando,acconsentii,dopotutto non vedevo la cosa come un tradimento nei confronti di Angela.Così mi girai verso di lui,che a sua volta prese la mia mano e la accompagnò verso i l suo cazzo.Ormai la manovra era incominciata,così la infilai dentro i suoi slip e glielo toccai,la mia mano si riempì del suo cazzo che tanto era che non riuscivo a chiuderla. Mi resi subito conto che quello che stavo toccando era un cazzo di dimensioni decisamente più grosse del mio e di istinto gli feci i complimenti dicendogli :

– Porca puttana che cazzo!Certo a mia cognatal’avrai fatta felice con questo attrezzo! E facendogli vedere il mio cazzetto, gli dissi che la sorella dal lato dimensioni ,con me è stata meno fortunata. Pasquale prima si mise a ridere ma poi con la sua mano, iniziò il ritmo della mia.Inizia a fargli la sega e sotto la mia mano sentivo che il suo cazzo diventava sempre più duro,finchè mio cognato mi chiese di leccarglielo.

Io lo guardai poco convinto,ma ormai ero arrivato a quel punto,in fondo era una curiosità che tante volte mi era venuta in testa,così abbassai la mia testa e cominciai a leccargli il cazzo.Sapevo cosa piaceva ad un uomo ,perciò cercai di imitare Angela,quando lo faceva a me.Pasquale comincio con parole pesanti a dirmi che ero una troia,che lo sapevo fare così bene da non credere che non lo avevo mai fatto.

Poi prese tra le sue mani la mia testa e mi invitò ad aprire la bocca,obbedii e lui iniziò a scoparmi in bocca.La cosa cominciava a piacermi e anche se mie mascelle facevano fatica a rimanere aperte,per non rovinare quel momento continuai.Ad un certo punto mio cognato allungò una mano verso il mio ano e cominciò con un dito a spingere,a me quel massaggio piaceva ma nello stesso tempo ero preoccupato perché immaginavo che non si sarebbe fermato a quello.

Gli dissi : – non penserai di incularmi spero! Con questo cazzone mi farai solo male e neanche ci entrerebbe,non ti rendi conto come e grosso?Ma lui sicuro di se mi disse : – non immagini quante volte a tua cognata gliel’ho messo nel culo e neanche quanto gli piace ancora! Continuando mi disse che la prima volta gli fece molto male solo perché lui era stato troppo frettoloso e violento,ma che dopo quella volta,usando lubrificanti e delicatezza,non smise più di prenderlo,perciò se adesso io volevo, mi avrebbe inculato volentieri.

Non so cosa mi prese quella sera,ma la cosa mi stava eccitando tanto,che3 poco dopo mi ritrovai una alla volta due dita nel mio buco che piano piano preparavano la strada per la penetrazione finale.Mentre lui sfilava e bagnava le sue dita con la saliva,io leccavo e bagnavo il suo cazzo .Ad un certo punto Pasquale mi fece mettere in ginocchio per terra,le mie mani sopra il letto,lui dietro di me e iniziò ad infilarmelo dentro.Io chiusi gli occhi e sentivo il suo cazzo farsi strada dentro di me,il dolore era sopportabile perciò gli permisi di continuare fino a che sentii le sue palle toccare le mie .

In quel momento ebbi una sensazione di dolore ,ma in fondo era un dolore piacevole ,poi lui cominciò a muoversi prima piano,poi con più vigore,il mio buco ormai aperto,gli permetteva di entrare e ed uscire senza più nessuna difficoltà.L’inculata non finiva mai,il mio buco cominciava a bruciare,lui si accorse che si stava asciugando e così si sputò sul cazzo per rilubrificarlo e continuò fino a che non venne riempiendomi lo sfintere di sperma.

Quando mi alzai,sentii il suo sperma fuoriuscire dal mio culo, ormai completamente aperto ,andai in bagno,passai la mano nel mio buco per controllare la situazione,così mi accorsi quanto era aperto e che  ancora colava sperma rigando le mie gambe,mi feci una doccia e tornai in camera.Stentai a prendere sonno perché il mio ano mi bruciava un po’ ,ma poi ,Pasquale già dormiva,mi addormentai anch’io.

Il giorno seguente,dopo fatta colazione nel bar del paese ,senza alcuna fretta prendemmo la strada del ritorno.

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