La ragazza della facoltà di lettere

By | 17/11/2015

Questo che sto per raccontare,è un evento che mi è successo qualche anno fà ma che lo ricordo con molto piacere.
All’epoca avevo 18 anni e subito dopo la maturità mi iscrissi all’università.
Un giorno,avevo da recarmi alla prima lezione di un corso che stava per iniziare ma le indicazioni per raggiungere l’aula non erano chiare cosi’ mi recai abbondantemente in anticipo sul posto e vidi che non ero solo ma che insieme a me c’era una ragazza.  Anche lei era incerta ed ebbe la mia stessa idea.

Approfittai di questa coincidenza per iniziare a chiacchierarci e la ragazza,Martina,fu subito carina e cordiale con me. Mi spieghò che lei è pugliese e che è poco tempo che è a Pisa e che aveva ancora da ambientarsi.

Fu il primo approccio che ebbi con lei e per un periodo di circa un mesetto io e lei ci sedevamo accanto per seguire la lezione,cioè,lei arrivava sempre in ritardo nonostante abitasse a pochi minuti dal dipartimento e io invece arrivavo puntualissimo nonostante arrivavo in treno da un’altra città.

Un giorno,le chiesi il numero ed iniziammo a sentirci per telefono,parlando del più e del meno e di cosa ci piacesse fare nel tempo libero. Una sera le diedi un appuntamento e lei accettò,senza battere ciglio.

Raggiunsi Pisa in macchina,da dove sto io ci si mette 15,massimo 20 minuti e ricordo che quella sera diluviava.
Mi invitò a salire in casa sua dove abitavano anche altri coinquilini,mi portò nella sua camera che condivideva con un’altra ragazza. Parlammo del più e del meno,anche se avevo una voglia che abbaiavo e credo che se ne fosse anche accorta ma per una questione di timidezza sia mia che sua quella sera non accadde nulla. Il giorno dopo mi scrisse un messaggio dicendomi che aveva notato che ero eccitato e che lei,avrebbe voluto fare qualcosa.

Colsi la palla al balzo e la sera stessa le diedi un altro appuntamento,questa volta direttamente a casa sua.
Parcheggiai la macchina sul lungarno,vicino a casa sua e lei mi aspettò li’ vicino. Mi invitò a salire e vidi che c’era qualcosa di diverso in lei. Era vestita in modo molto diverso da come la vedevo sempre.

Non portava più i capelli raccolti in una sobria coda che ne raccoglieva i riccioli biondi,non aveva più gli occhiali sul naso da perfettina ma era tutta attopata con una camicetta aderente e scollatissima,due jeans stretti stretti che ne mettevano in risalto il culetto tondo.

Entrammo in camera sua e mi disse che potevamo stare tranquilli perchè la sua compagna di camera sarebbe rimasta a dormire da un’amica.

Mi misi seduto sul suo letto appoggiato alla parete,lei mi sali’ a cavalcioni e subito iniziai a spogliarla,a sbottonarle la camicetta bianca e a palpare le sue belle tettine da sopra il reggiseno. Intanto anche lei mi spogliò,mi levò la camicia e mi lasciò in mutande,lei ancora coi jeans stretti che si strusciava sul mio cazzo.

La rigirai,la misi a pecora sul letto e le sfilai i jeans e vidi che aveva proprio un bel culetto tondo tondo da mangiare.
Iniziai a leccargli il buchetto,sia del culo che della passera,sempre lasciandola alla pecorina.
Lei godeva e ansimava.

Ad un certo punto fu lei che mi rigirò,aveva una faccia allupata,mi rimise come nella posizione di partenza e iniziò a segarmi mentre era a cavalcioni su di me.

Si strusciò con la passerina bella liscia e pulita,poi piano,come se fosse programmata scivolò all’indietro e si mise in ginocchio davanti a me prendendomi il cazzo in bocca.. E iniziò quello che credo sia il miglior pompino che ho mai ricevuto.
Ricordo solo che avevo una voglia incredibile e immaginavo che mi avrebbe fatto venire subito.
Invece,continuò cosi’ per molto tempo,tanto tempo,fino a che mi disse:
Scopami nel culo,dai!

Io le dissi: Nella passera non lo vuoi?

Sono vergine ma lo voglio nel culo,cel’ho bello burroso e aperto,sfondami porco!

E la accontentai,la sentivo godere,stava per urlare ma si mise una mano sulla bocca per non farsi sentire dagli altri coinquilini.
La trapanai forte,fino in fondo,poi quando non ce la faceva più mi disse che voleva che sborrassi grazie alla sua bocca.
Lo prese tutto in gola,il mio cazzo di 21 centimetri e continuò a lavorarmelo fino a quando non ce la facevo più.
Mi chiese di avvisarla perchè non le piaceva di prendere lo sborro in bocca,io le dissi di restare tranquilla.

Ma non me ne fregava un cazzo,la spinsi giù,mentre dal mio cazzo,dopo un pompino di 15 minuti,iniziò a schizzare una fontana di sperma.

Lei schifata mi disse

Potevi dirmelo che stavi sborrando,stronzo! Sputò nella mano,mentre io me la ridevo.

Che pompino! E che inculata!

Me la scopai un altra volta,poi lei riparti’ e non l’ho più rivista. Peccato perchè sotto quell’aspetto da ragazzina tutta perfettina,si nascondeva una zozza ingorda di cazzo!

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